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lunedì 8 novembre 2010

Alacran, escozul, scorpione azzurro ....notizie aggiornate


Anche se non è di mia pertinenza credo di fare una cosa utile pubblicando  anche su questo blog alcune info sul vero e proprio"caso"  che si è scatenato all'Avana negli ultimi tempi dopo il servizio andato in onda su Italia 1.
Ho avuto modo di incontrare personalmente la Direzione della Labiofam con l'obbiettivo di ottenere direttamente da chi è preposto le informazioni corrette sul prodotto chiamato escozul e come ottenerlo. 
Una considerazione personale comunque è necessaria e non riguarda il farmaco che è e resta materia scientifica, ma riguarda ciò che si verifica all'Avana giornalmente da quando è apparso questo servizio delle Iene.
Nulla da dire sulle informazioni date da Golia, magari sul metodo utilizzato per ottenerle assolutamente  non necessario, ma credo sarebbe stato quantomeno opportuno che nel servizio avessero  fornito anche  alcune informazioni su come logisticamente le persone interessate  avrebbero dovuto o potuto organizzarsi. Non era difficile prevedere lo scompiglio che si sarebbe  generato dopo la messa in onda della trasmissione su un argomento del genere. Ogni giorno arrivano all'Avana circa  200 persone spaesate e con poche informazioni  spesso inadeguate, obsolete  o addirittura false che contribuiscono  a creare  loro  ulteriori problemi e non poche difficoltà  per gli ignari operatori cubani già in difficoltà per l'inaspettata impennata di richiesta del medicamento.
Detto questo  segnalo 4 cose di interesse generale che spero possano  semplificare o almeno chiarire alcuni dubbi di base.


1- ESCOZUL non é più distribuito  ed al momento l'unico prodotto a base di alacran disponibile è quello omeopatico, sotto forma di gocce (sublinguali)  che non necessita di refrigerazione né per il trasporto né per la conservazione. L'unica avvertenza  è che il flacone deve essere tenuto lontano da fonti elettriche.
Viene fornita la quantità necessaria per 3-4 mesi. L'assunzione viene indicata dal medico caso per caso.


2- A causa delle numerose persone  che arrivano dall’Italia   è saltato qualunque sistema di prenotazione e quindi  l’unico modo possibile per essere ricevuti è presentarsi al laboratorio, ritirare il numero progressivo di prenotazione  ed aspettare pazientemente il proprio turno.
 I medici ricevono  dal Lunedi al Giovedi, 8 : 00 alle 12 ma NON alla LABIOFAM in Boyeros  bensì ai laboratori di  Calle 100 y Ojo del Agua. 
La fila comincia già alle 4 del mattino o prima. Il custode consegna un rotolo di bigliettini al primo della fila che provvede a distribuirli man mano alle altre persone che arrivano. Questi laboratori sono  in campagna (tutti i tassisti li conoscono) e quindi non c'è nessun punto di ristoro nelle vicinanze. Occorre organizzarsi  con dell'acqua, della frutta e qualche protezione per il sole e attendete pazientemente il proprio turno. I medici  riceveranno tutti. (il giorno 1 novembre quando sono andato a vedere avevano in coda 256 persone e quello prima 216). 


3- Essendo ancora  un progetto di ricerca, il prodotto viene consegnato gratuitamente ai pazienti e alle famiglie che si recano ai laboratori cubani ma è soggetto a disponibilità, ciò vuol dire che pur presentandosi al laboratorio, potrebbe non essere disponibile 

4- Le persone di altri Paesi, devono portare   una sintesi della cartella clinica  ed una delega autorizzata nel caso la richiesta non sia effettuata direttamente dal paziente stesso


"..Le ricerche sul cancro sono state il focus delle conferenze  tenute durante il Congresso Internazionale Labiofam  2010 e il 1 °. Simposio su prodotti naturali in Cancer Therapy, che si è svolto a Cuba dal 28 settembre al 1 ottobre 2010 presso il Palacio de Convenciones de La Habana,..
In questo Convegno internazionale  Cuba ha mostrato  i risultati raggiunti con il trattamento nel veleno dello scorpione azzurro o scorpione cubano su pazienti affetti da questa patologia mortale.
Secondo gli specialisti che effettuano questo tipo di ricerca in ambito farmaceutico Biological Laboratories (Labiofam)  negli ultimi anni circa 10.000 pazienti affetti da tumori maligni
hanno ottenuto benefici  dal veleno del Rophalorus Junceus, scorpione endémico di Cuba,.
   Anche se la comunità internazionale conosce il  preparato come 'escozul' , gli esperti sottolineano che tecnicamente il prodotto è identificato come soluzione di origine  naturale, con proprietà terapeutiche che può essere utilizzato in pazienti affetti da cancro per migliorare la loro qualità della vita per le sue proprietà analgesiche, antinfiammatorie e antitumorali.
Mentre la questione è ancora affrontata con cautela, alcuni riconoscono che il prodotto dello scorpione blu è utile nei trattamenti per i tumori del polmone e altri tumori della prostata cervice e pancreas.
Lo scorpione è considerato il più antico artropodo terrestre con circa 400 milioni di anni, ed è usato per fini curativi dal XVIII secolo. Al momento esistono in Cuba allevamenti di scorpioni azzurri con 5-6000 esemplari in ognuno di questi centri.
Labiofam segue la ricerca pre-clinica in materia, da  circa 8 anni,  esistevano  studi precedenti ad opera del  biologo cubano Misael Bordier Chiba, che somministrava  a pazienti con tumore la tossina  dello scorpione in soluzione a bassa concentrazione in acqua distillata. Successivamente il lavoro è proseguito  su cavie da laboratorio cui sono state inoculate cellule tumorali e sulle quali, al trattamento con la soluzione è stato riscontrato un miglioramento significativo ed in alcuni casi la scomparsa completa del tumore. Questo ha permesso di determinare la dose e la concentrazione.
Labiofam è l'ente cubano autorizzato dal Ministero della Salute Pubblica di Cuba, il Ministero della Scienza, Tecnologia e Ambiente, Centro nazionale per il controllo della droga e l'Ufficio cubano della proprietà industriale OCPI. La Dr.ssa  Cruz Niudis, coordinatrice dell’equipe medica, conferma che non  si sono prodotti  effetti negativi  in pazienti trattati con la soluzione di origine naturale. La sopravvivenza dei pazienti è del 15,63% così come l’ 89,55% dei pazienti mantiene  una buona qualità di vita. ."


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